«Nessun umano avrebbe potuto dire dove finisse il cielo e dove iniziasse Sefforica.»
Sefforica La 67
Un ROMANZO di Leonia
Grazie per l'attesa.
I link verranno aggiornati a breve.
Novità
Aggiornamenti, uscite e incontri.
L'edizione inglese di Sefforica
La traduzione inglese del romanzo è in preparazione. Restate sintonizzati per l'annuncio ufficiale della data di uscita.
La storia
Sefforica non dormiva mai. Un mondo costruito per custodire il sonno, e che non conosceva riposo.
Tra le strade di Istanbul e le Officine Oniriche di un mondo invisibile, le vite di chi non sogna e di chi costruisce sogni sono destinate a scontrarsi. Un romanzo sull'identità, sul confine tra realtà e desiderio, e sul coraggio di scegliere la propria verità, anche quando il mondo trema.
Inizia a leggere
Prologo
Nessun umano avrebbe potuto dire dove finisse il cielo e dove iniziasse Sefforica. Non era stata pensata per essere riconosciuta.
Il Supremo camminava nel Corridoio delle Origini. Le pareti non erano fatte di materia, ma di ciò che la materia non osava ancora diventare: ricordi non ancora vissuti, desideri incompleti, frammenti di sogni che nessuno aveva mai sognato fino in fondo. Tutto era sospeso, in attesa. I suoi passi non producevano suono.
Qui, dove Sefforica toccava il confine tra esistenza e possibilità, anche il silenzio aveva peso.
«Naerys.» Non alzò la voce, non ce n'era bisogno.
Lei apparve. Non entrò. Non arrivò. Semplicemente smise di non esserci.
«Mi hai chiamata, Supremo?»
Il Supremo si fermò davanti a una parete trasparente. Oltre il vetro, se era vetro, si intravedeva il mondo umano. Istanbul dormiva, ignara.
«Dobbiamo parlare delle Leggi», disse.
Dopo una pausa: «Tutte e dieci.»
Capitolo 1 — L'onore prima del desiderio
«Ripeti il giuramento.» La voce del Maestro Elandir non ammetteva distrazioni.
Aveva la consistenza della pietra antica: levigata da secoli di pronunciamenti solenni, eppure ancora capace di tagliare come una lama.
Aelion de' Rami d'Argento serrò le labbra, raddrizzò le spalle e posò il palmo destro sul Sigillo dei Dormienti. Era freddo contro la sua pelle: non un freddo materiale, più profondo, essenziale, come se provenisse da un luogo dove il calore non era mai esistito.
Il Sigillo era un disco perfetto di metallo lunare, inciso di simboli che si muovevano lentamente sulla superficie, simili a pesci sotto uno strato di ghiaccio. Al centro, un occhio chiuso: l'emblema degli Architetti.
L'Aula delle Volte si estendeva intorno a lui come l'interno di una cattedrale naturale. Le pareti non erano state costruite, ma cresciute: alberi argentati intrecciati in archi impossibili. Tra i rami fluttuavano piccole luci, non fuoco né stelle, ma frammenti di sogni incompleti, ancora privi di destinazione, che pulsavano piano.
Aelion inspirò profondamente. Sentiva gli sguardi degli altri apprendisti su di lui: tredici paia di occhi elfici, ciascuno con quella qualità di infinito che apparteneva solo alla loro razza.
«Giuro di servire il Supremo attraverso i sogni degli uomini», cominciò.
La sua voce risuonò nell'Aula, moltiplicandosi in un'eco che sembrava non voler svanire.
«Giuro di non cercare il loro volto, di non desiderare il loro nome, di non domandare mai il risultato della mia opera.»
Il racconto continua nel libro. Disponibile su Amazon.
Condividi Sefforica
Se questo libro ti ha colpito, condividilo con qualcuno che potrebbe amarlo.
Opinioni
Uno spazio tranquillo. Se hai letto il libro o vuoi lasciare un pensiero, scrivi qui. Ogni messaggio viene letto con attenzione.
I messaggi vengono letti ma non pubblicati automaticamente sul sito.
Privacy Policy
Il presente sito non utilizza cookie di profilazione. I dati inseriti nel modulo "Opinioni" vengono inviati esclusivamente via email a info@sefforica.it. I dati non vengono salvati in database, non vengono ceduti a terzi e non vengono utilizzati per marketing. Per maggiori informazioni, consultare la Privacy Policy di FormSubmit.
